“Dicio bene io?” Screening del linguaggio nella prima infanzia: quando è consigliato?

Annalisa Viola logopedista screening dicio bene io

Nel post precedente ho cercato di spiegare in cosa consiste lo screening del linguaggio nella prima infanzia “Dicio bene io?”e perché è importante.

Questa volta vorrei provare invece a chiarire che cosa indaga questo progetto, ovvero quali sono i segnali di rischio a cui fa riferimento. Come vedremo, i fattori a cui prestare attenzione sono molti e diversi tra loro, alcuni sono di facile individuazione, altri richiedono invece un occhio più esperto. Proprio per questo motivo è consigliato effettuare lo screening; questa procedura infatti, avendo come obiettivo quello di identificare i segnali di rischio per il ritardo di linguaggio, permette di capire se è necessario un approfondimento e un supporto allo sviluppo linguistico del bimbo o, se al contrario, è tutto nella norma.

 

Cos’è il ritardo di linguaggio?

Si può parlare di ritardo di linguaggio quando c’è un rallentamento nello sviluppo linguistico del bambino, quando cioè il bimbo appare più immaturo dal punto di vista linguistico rispetto ai suoi coetanei.

Se infatti è vero che lo sviluppo del linguaggio varia da bambino a bambino, è anche vero che alcune tappe fondamentali, se tardano troppo a comparire, possono indicare una difficoltà del bimbo, che va quindi supportato e aiutato nel suo sviluppo linguistico.

 

Quali sono i segnali di rischio di ritardo di linguaggio?

Ma quali sono i segnali che ci possono far pensare a un ritardo di linguaggio nella prima infanzia? A cosa prestare attenzione?

Tra i segnali di rischio o indici predittivi per un ritardo di linguaggio troviamo:

  • assenza di lallazione intorno ai 12 mesi. Per intenderci, la lallazione è quella fase in cui il bambino sembra voglia parlarci e ripete: “ba ba ba”, “pa pa pa” e che solitamente compare a 6 mesi circa
  • assenza di risposta al nome, ovvero quando chiamate il bambino per nome tende a non rispondervi in alcun modo (spostando lo sguardo verso di voi, girando la testa, emettendo un suono…)
  • scarsa produzione di gesti (in particolare del gesto di indicazione)
  • difficoltà nella comprensione di richieste semplici e contestuali, come “raccogli la macchinina che è caduta”, “apri la bocca”
  • assenza di parole intorno ai 16 mesi, o anche emissione di suoni lontani dalla lingua parlata dai genitori
  • produzione di meno di 20 parole intorno ai 24 mesi, in questa fase il bambino dovrebbe aumentare il numero di parole prodotte ad un ritmo molto veloce
  • assenza di combinazione di due o più parole intorno ai 30 mesi
  • assenza di gioco simbolico, ovvero il gioco del “far finta”: far finta di parlare al telefono, di dare da mangiare alla bambola…
  • scarsa attenzione ed emozione condivisa, se ad esempio il bambino non è in grado di stare ad ascoltare una piccola storiella